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"A TU PER TU" CON L'ALLEVATORE
Dialogo diretto con Alessandra Bisordi
Allevamento Alekos

1) Innanzitutto vorremmo chiederle da quanti anni alleva e perche il suo allevamento ha questo nome?
Il mio primo Westy mi è stato regalato da un’amica nel 1986. Ero sconvolta dalla morte della mia dobermann di quindici anni quando quest’amica mi chiama per informarmi che le erano nati i cuccioli, in quel momento le dissi che non volevo più saperne di cani poiché nell’ultimo anno ne avevo persi tre, tutti anziani, ma il dispiacere era stato troppo forte. 45 giorni dopo mi è arrivato a sorpresa il mio primo topo bianco. La prima cucciolata è del 1990. L’Affisso di allevamento riconosciuto dall’ENCI è del 1994. Il nome dell’allevamento deriva dall’Eroe della resistenza greca Alessandro Panagulis, figura per me mitica, il diminutivo, con cui lo chiamavano a casa era Alekos, sembra che sia anche uno dei nomi più antichi di cui si ha notizia.

2) Come è nata la sua passione e decisione di diventare allevatore?
La passione è nata dall’incontro con la Biry, avevo sempre avuto cani di grossa taglia, e trovarmi con una cosa di 8 Kg con il carattere di cui sono generalmente dotati gli westie, è stata una sorpresa. Non ho deciso di allevare, a un certo punto ho sentito la necessità di avere qualcosa della Biry che rimanesse con me negli anni, così è nata la voglia di fare una cucciolata. Da quel punto è cominciata questa follia che ancora mi entusiasma, appassiona e molte volte mi addolora.

3) Quali sono le razze che alleva?
Allevo solo West Highland White Terrier. Ho un piccolo allevamento, 14 cani, di cui molti anziani, se trovo la situazione ottimale (cioè da qualcuno che ha già un mio cane per cui so come lo tratta) affido i cani che non m’interessano per la riproduzione, e mai dopo i cinque anni. Faccio due a volte tre cucciolate l’anno, in genere per tenere qualcosa. Spesso con un numero di cuccioli così esiguo non riesco nemmeno a coprire le spese dell’allevamento.

4) Qual è il motivo per cui ha scelto di allevare proprio i West Highland White Terrier?
Mi sono innamorata del carattere, presente senza essere invadente, un po’ arrogante, affettuoso e soprattutto molto allegro. Inoltre per me sono bellissimi.

5) Ci dica il più grosso pregio di questa razza ed il più grosso difetto.
Sempre il carattere, se non correttamente indirizzati possono diventare prepotenti, testardi e anche aggressivi.

6) Quanti esemplari sono presenti nel suo allevamento?
Quattordici

7) Quale è stata la più grossa soddisfazione che ha mai avuto durante la sua attività di allevatore?
Le soddisfazioni ci sono ogni giorno, mi basta averli intorno, vedere che negli anni certe caratteristiche si trasmettono e ritrovo su un cucciolo di oggi un tratto o un comportamento che risale magari a cinque generazioni indietro. Fino al 2008 ho avuto la fortuna di avere con me due femmine che avevo acquistato all’inizio dell’allevamento, avevano quasi 17 anni, in quel momento per linea femminile avevo sette generazioni.

8) E la più grossa delusione?
La delusione è data dalla sofferenza, quando qualcuno si ammala, e s’inizia la trafila delle analisi esami e tutto quanto si rende necessario e spesso non basta perché purtroppo a un certo momento bisogna arrendersi, e prendere la decisione fatale. Proprio in questi giorni ho perso Thelma dopo sette mesi di lotta con un linfoma ci siamo dovute ambedue arrendere.

9) Si è mai pentita di questa scelta?
Certo che me ne pento, tutti i giorni. Le gioie passano in un momento, le perdite invece le porto con me.

10) Com’è, in generale, la giornata tipica di un allevatore?
Sono un allevatore anomalo poiché non mi dedico solo all’allevamento, ma ho un’attività di toelettatura animali. La giornata tipo è: sveglia ore 7.30 per far uscire i cani, 9.30 negozio in genere fino alle 12.30/13. Casa per far riuscire i cani. 15.30/16 negozio fino alle 19/20 e poi di nuovo a casa con loro fino all’ora di andare a dormire. Sabato pomeriggio e domenica salvo casi eccezionali a casa, passiamo il fine settimana insieme. Questo pressapoco, ho, infatti, scelto di fare solo toelettatura in negozio perché lavorando su appuntamento in caso di bisogno, mi posso organizzare gli orari o prendermi dei giorni liberi.

11) Cosa direbbe ad una persona che le confessasse l’intenzione di dedicarsi all’allevamento?
Di pensarci bene e poi lasciar perdere, almeno per come lo intendo io. I cani hanno il brutto vizio di mangiare, aver bisogno di uscire, sentirsi male, andare in calore, partorire e altre 100 cose che non mi vengono in mente TUTTI i giorni, 365 giorni l’anno, per loro sabato, domenica, Natale o il proprietario che non si sente bene o ha un impegno non contano, e soprattutto non devono contare. Sono una scelta che condiziona pesantemente la vita di chi la fa e delle persone che le vivono intorno, spesso gli allevatori sono soli e spesso le persone che vivono con gli allevatori li subiscono.

12) Che rapporti ha con i suoi clienti una volta che il cucciolo è stato consegnato?
In genere buoni, con il fatto che ho anche la toelettatura, spesso riesco a mantenere rapporti, ho modo di rivederli e sono spesso interpellata dai proprietari per consigli di vario genere. Qualcuno purtroppo li perdo, non riesco ad avere contatto e contrariamente a quanto si possa pensare non è a causa della distanza, ho cani a 300Km che vedo regolarmente e qualcuno a 5 Km che non vedo più.

13) Ci dica il nome della persona a cui deve molto come allevatore.
Sono molti quelli cui devo molto, se una persona ha un minimo d’intelligenza, ha sempre da imparare dagli altri allevatori, anche se non ne condivide le idee. Anzi forse ho appreso di più da quelli che non mi piacevano. Ho imparato a fare il contrario, perché l’allevamento è anche una questione d’istinto.

14) E il cane che ha lasciato un segno nel suo cuore?
Tutti, non voglio fare favoritismi, tutti a loro modo sono stati speciali, dal campione a quello bruttino, e tutti mi hanno lasciato qualcosa, e tutti hanno il diritto di essere ricordati, perché tutti mi hanno insegnato qualcosa.

15) Ci racconta un episodio curioso della sua vita da allevatore?
Non saprei cosa raccontare, allevare è una cosa speciale, è tecnica, fantasia, istinto, competenza, studio e soprattutto fortuna come tutto nella vita.
Mi piace molto la traduzione in spagnolo dell’Allevatore, è CRIADOR.


Alessandra Bisordi
All.to “Alekos”

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