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"A TU PER TU" CON L'ALLEVATORE
Dialogo diretto con Isa Arletti
Allevamento della Griduzza

1) Innanzitutto vorremmo chiederle da quanti anni alleva e perche il suo allevamento ha questo nome?
Ho iniziato ad allevare, o almeno ho avuto la mia prima Scottish con la quale ho cominciato l’allevamento, nel lontano 1986. Da questa mia Scottish ho poi selezionato negli anni ottimi soggetti, ma devo dire che quel che mi interessava di più, oltre che la loro selezione, era ed è tuttora, avere questi carissimi compagni di vita inseriti nella mia famiglia. Infatti sia mio marito che mia figlia, cresciuta con loro, li adorano ed insieme portiamo avanti questa famiglia allargata ai quattrozampe.
Gli Westy invece compaiono solo dal 1994, con una femmina molto bella regalata da me e mia figlia a mio marito. Da qui poi abbiamo allargato ancora di più questa famiglia bianco-nera. La selezione ci ha portato ottimi soggetti e vari campioni, dei quali però vorrei ricordare maggiormente il loro carattere e quello che hanno lasciato nella nostra vita. Non mi sento una grande allevatrice, ma una grande estimatrice di queste razze, anche se devo dire ahimè, il mio cuore è più Scottish che Westy, anche se devo dire che questi “bianchini” sono sicuramente il “sale della vita”.
Anche se dal 1986 ad oggi, ho avuto cani che mi hanno dato grandi soddisfazioni, ho richiesto l’affisso solamente nel 1996 ed ho dovuto accettare il nome di “Della Griduzza” perché dopo tanti tentativi bocciati, mi hanno vista ripiegare sul nome della strada dove abito, che anche se importante territorialmente, è stato l’unico accettato.

2) Come è nata la sua passione e decisione di diventare allevatore?
La mia e la nostra passione è nata nel tempo, piano piano e con molta modestia, forse anche accompagnata dalla fortuna di aver trovato due allevatrici di Scottish come la Sig.ra Vittoria Alessio all. Della Meridiana e la giudice/allevatrice Marina Guidetti all. Balgair, ci hanno insegnato tanto, anche solo osservandole, con molta discrezione e volontà di imparare a riconoscere i pregi e i difetti di questa razza.
Allo stesso modo ci siamo avvicinati agli Westy, con forse un po’ più di esperienza e “occhio”, ma sempre rispettando chi allevava da più tempo o più concentrato sulla selezione di questa razza.

3) Quali sono le razze che alleva?
Scottish Terrier e West Highland White Terrier, poi le 3 mascot delle quali non faccio allevamento, bassotto nano a pelo ruvido, Sealyham Terrier, Cesky Terrier che sono le cocche di mia figlia.

4) Qual è il motivo per cui ha scelto di allevare proprio i West Highland White Terrier?
Si potrebbe cadere sul vecchio mito del “Black & White”, ma di fatto è stata una scelta mirata soprattutto perché piaceva molto l’aspetto e il carattere di questo “piccolo pagliaccetto”

5) Ci dica il più grosso pregio di questa razza ed il più grosso difetto.
Pregi: tanti! Vediamo... simpatia, curiosità, adattamento, versatilità, ligio, affettuoso, sempre sereno, abitudinario, bellissimo.
Difetti: pochi! Testardo, abbaione se gli si lascia spazio, a volte pedante... e insistente.

6) Quanti esemplari sono presenti nel suo allevamento?
14 Scottish e 12 Westy

7) Quale è stata la più grossa soddisfazione che ha mai avuto durante la sua attività di allevatore?
Tutti i giorni ho soddisfazioni da loro, partendo dai vecchioni, arrivando ai piccoletti. Sicuramente sono grandi le soddisfazioni di vederli sfilare sui ring e vederli vincere, ma se pur mi piacciano le Esposizioni e abbia avuto vari campioni, le expo non sono l’essenza del voler allevare. Certo servono… come sprono per migliorarsi nelle scelte da fare… ma niente di più per me. Grandi sono anche le soddisfazioni nel sentire le persone che hanno i tuoi cuccioli, essere innamorati ed entusiasta nell’averli… piccoli fenomeni, bravi e buoni, ma birichini al punto giusto…..

8) E la più grossa delusione?
Aver sbagliato qualche volta a scegliere le persone a cui si è affidato il cucciolo e per questo ben contenta di riportarlo a casa. Per fortuna è capitato solo 3 volte in tutti questi anni…. Persone che non avevano rispetto del cucciolo e lo tenevano malissimo, oppure gente troppo piene di se che per il fatto che se ne erano stancati, non lo consideravano e lo tenevano fuori in box. Pensate che a casa nostra non esistono box, i miei cani vivono liberi tra casa e giardino. Tanto di rispetto per chi li detiene in box per ragioni organizzative sue, ma per i miei cuccioli voglio vita sociale e in famiglia.
Ma quella più angosciante, è vedere negli ultimi anni personaggi “rampanti” che vedono l’allevamento solo come una forma di guadagno facile…. Purtroppo devo dire che anche in esposizione non si guarda più la morfologia vera e propria dei cani, ma solo la spettacolarità dei soggetti o ancor peggio dei loro handler o proprietario.

9) Si è mai pentita di questa scelta?
MAI.

10) Com’è, in generale, la giornata tipica di un allevatore?
La nostra giornata tipo…. ahh bella domanda…. Dunque.. ci si alza alle 6 circa, se non prima… si mandano fuori in giardino i cani e si prepara il caffè e contemporaneamente le ciotole delle pappe dei più piccoli, un crostino ai più grandini, lo yogurt ai vecchietti e un contentino agli altri… Bagno per noi bipedi che ci prepariamo ad andare al lavoro. Si rimettono in casa i cani, i vecchietti sul divano, i più piccoli nel recintino grande aperto per loro in cucina e gli altri sui cuscinoni sparsi qua e la. Via al lavoro e si ritorna a mezzogiorno. Tutti fuori a correre in giardino, il nostro ritorno è tutta una festa, chi si stropiccia perché si è appena svegliato, chi invece ci ha sentito arrivare e si presenta alla porta per salutarci con saltelli e abbai di saluto. Si prepara il pranzo e intanto si rassetta un po’…. Finito di pranzare, si ritorna al lavoro, fortunatamente non tutti, io o mio marito il pomeriggio siamo a casa, quindi si comincia con le cose di casa e a turno uno o due al giorno, pulizia anche dei pelosi… bagno, toelettatura o semplice spazzolatura che a turno toccherà a tutti. Verso le 17,30 pappa cani… ed ecco arrivato lo show. Sembra non abbiano mai mangiato, saltelli, gridolini, abbai…. Una vera e propia danza della pappa e poi …….. silenzio, ognuno di loro ha la sua ciotola e l’unico rumore che si sente è lo struscio delle ciotole che scivolano qua e la sul pavimento…. Corsa sfrenata in giardino, giochi sul divano e giochi tra giovani e vecchi… Questo è uno dei migliori momenti. Poi arrivati anche gli altri bipedi dal lavoro, 2 chiacchiere e 2 coccole, si prepara la nostra cena. A tavola, siamo circondati da bianco neri, interessati, ma ordinati non chiedono mai, ma aspettano la fine della cena un pezzetto di pane o un biscottino. Tutti insieme si guarda la televisione, mentre io spesso lavoro a computer insieme a loro che dormono accovacciati vicini a noi. Poi arrivati alle 23,30 o 24, tutti a nanna. Di nuovo alcuni su divano alcuni sulle poltrone e ovviamente alcuni su con noi…. Sempre per esigenze di vecchiaia, giovinezza o semplicemente perché con mamma si dorme meglio….

11) Cosa direbbe ad una persona che le confessasse l’intenzione di dedicarsi all’allevamento?
Ben venga, l’importante lo faccia per passione e amore, senza vederci un business e che sia onesto con loro e con le persone a cui da i propri cani. Che abbia voglia di collaborare e … bhè sarei la prima a dare una mano se ha bisogno, non mi ritengo in grado di insegnare troppo, ma quel che so…. Sono qui

12) Che rapporti ha con i suoi clienti una volta che il cucciolo è stato consegnato?
Bhè.. dopo avergli fatto una “radiografia” prima di dargli il cucciolo, dopo è tutto un sentirci spesso sia per un saluto che per un pelo storto. Con moltissimi di loro si diventa ottimi amici anche se a distanza…… Ci si vede anche spesso, in quanto chiedo, quando è possibile per la distanza, di rivederli in occasione delle toelettature che per il primo anno preferisco fare ovviamente gratuitamente.

13) Ci dica il nome della persona a cui deve molto come allevatore.
A dire il vero le persone a cui devo veramente tanto, sia per quello che hanno fatto, sia per quello che mi hanno insegnato, ma soprattutto per la loro amicizia, sono 3 e non per ordine di importanza sono: Marina Guidetti, Vittoria Alessio e AnnaMaria Amato, tutte e tre allevatrici di Scottish, purtroppo 2 di loro non ci sono più e mancano molto. Comunque penso che siccome non si è mai finito di imparare, ognuno di noi può dare e ricevere importanti nozioni da chiunque. L’importante è rispettare e avere idee chiare su cosa si vuole fare.

14) E il cane che ha lasciato un segno nel suo cuore?
Anche se come ho già detto ognuno di loro ha lasciato e lascerà un segno nel mio cuore, sicuramente sono state 2 le femmine che sono state importantissime per me, sono una Scottish con la quale bastava lo sguardo per capirci, lei sapeva tutto di me e io di lei, senza parlare, un’intesa magnifica. L’altra è tutt’ora qui con me, è una Westy e credo si senta mia tutrice, infatti mi segue ovunque guardandomi soddisfatta e scodinzolante, se sgrido, lei va e riprende il malcapitato, se coccolo, lei si stende al mio fianco e ci copre di baci bacini e bacetti, un po’ a me un po’ all’altro… insomma una vera colf.

15) Ci racconta un episodio curioso della sua vita da allevatore?
Come tutti sapete, quando si cambia ordine alle cose di casa ad un cane come l’Westy, è richiesta una gran dose di pazienza nelle ore successive, pazienza sì, perché da quel momento in poi sarà tutto un andar avanti e in dietro per controllare, con aria interrogante “ma... ma... Dove avete messo il mio divano???!!! E la sedia verde??... cosa avete fatto???” e così sarà per una buona giornata… provate ad averne 12 con la crisi di controllo!!!! O prendete una tisana alla valeriana... o chiamate la neuro... O vi sedete e li coccolate tutti! Ma poi vi toccherà andare a farvi una doccia per i troppi baci. Siccome l’ho fatto tempo fa, non ho più il coraggio di rifarlo, provare per credere...


Isa Arletti
All.to “della Griduzza”

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